METAMORPHOSIS - Dieci artisti nel borgo delle leggende
Serra San Quirico, anche se non nuova a questo tipo di sperimentazione artistica, si confronta con una nuova esperienza che propone creatività e nuovi orizzonti per il proprio centro storico con la mostra Metamorphosis curata da Mimmo Di Marzio e prodotta dal Gruppo Gola della Rossa S.p.A in collaborazione con la Galleria Novato Arte Contemporanea.
Con questo evento l’arte contemporanea compenetra l’antica struttura urbanistica del paese, in un percorso legato indissolubilmente alla sua storia e alle sue leggende, nel tentativo di un dialogo, oltre che con il suo tessuto urbano, con chi vi abita o si trova temporaneamente a percorrerne le vie.
L’Amministrazione Comunale intende ringraziare i curatori ed organizzatori ma un particolare ringraziamento, per la realizzazione di questo progetto espositivo, testimonianza di un valore per tutti i cittadini che abitano il nostro territorio, va al Gruppo Gola della Rossa S.p.A.
Il Sindaco L’Assessore alla Cultura
Gianni Fiorentini Dr. Pier Luigi Adorisio

METAMORPHOSIS - Dieci artisti nel borgo delle leggende
Serra San Quirico, Ancona 18 maggio – 31 agosto 2008
Vanni Cuoghi, Cuoghi e Corsello, Maurizio Elettrico, Tamara Ferioli, Flatform, Paolo Grassino, Katia Orgiana, Alex Pinna, Sabrina Sabato, Carlo Steiner
A cura di Mimmo Di Marzio
Dieci artisti del nuovo panorama dell’arte italiana, selezionati in base alla loro esperienza a lavorare in relazione con lo spazio, creano opere ad hoc per gli ambienti del borgo di Serra San Quirico, sul tema della Metamorfosi, intesa nella sua accezione mitologica e animistica, e seguendo la tradizione popolare che vede l’incantesimo come simbolo di salvezza spirituale e di rinnovamento morale.
Serra San Quirico è un antico borgo medievale immerso nella natura selvaggia dell’appennino marchigiano. La sua storia, che trae origine dai primi insediamenti etruschi, si fonde con la forza paesaggistica del Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, luoghi di forte intensità naturalistica ma densi anche di storie e leggende che fondono la tradizione pastorale a quella religiosa e spirituale. Alcune di queste leggende, rimaste impresse nella cultura popolare, sono intrise di allegorie legate al tema della metamorfosi e dell’incantesimo. I progetti degli artisti prendono vita in spazi pubblici del borgo, sia interni che esterni, e si sviluppano attraverso tutti i linguaggi artistici, dalla pittura alla scultura, dall’installazione al video. Le opere, realizzate dagli artisti direttamente sul luogo, in alcuni casi con il coinvolgimento degli abitanti del borgo, si intrecciano in una sorta di percorso interattivo che raccoglie frammenti dei luoghi e coagula la visione dell’artista e l’esperienza degli spettatori. L’artista, in questo senso, diventa al contempo narratore di mirabilia ma anche alchemico trasformatore della materia e quindi della Natura.
I progetti
Tema della videoinstallazione dei Flatform è il paesaggio che circonda il borgo, inteso come sistema connettivo delle relazioni che regolano i rapporti tra le persone. Il video sottolinea un legame "a specchio" tra l'ambiente e i suoi abitanti, dove la natura gioca il ruolo dell'ineluttabile anche nelle sue trasformazioni forzate. L'installazione sonora di Alex Pinna “Twixt Land and Sea Tales” crea un gioco di rimandi e di ricordi: il passato, i mari, da quello ligure all'Adriatico ai mari di Joseph Conrad - da cui il titolo stesso dell'opera - per arrivare alla sottolineatura della dolcezza della struttura del vecchio borgo e del paesaggio in cui è immerso. Nell’installazione ambientale “Anatomy of silence”, Tamara Ferioli mette in scena la dialettica tra luce e oscurità che l’artista arricchisce con l’installazione di una serie di oggetti densi di rimandi alla tradizione popolare e religiosa. Nel cortometraggio di Carlo Steiner “SSQ Serra San Quirico” gli abitanti del paese sono gli interpreti di un insolito linguaggio che sostituisce i dialoghi della quotidianità con frasi estrapolate da celebri componimenti poetici. “Ricordati che devi morire” è il titolo dell’installazione figurativa di Vanni Cuoghi che, con centinaia di “post it”, realizza un’interpretazione simbolica della morte, uno dei temi maggiormente rappresentati dall’iconografia medioevale. La scultrice Katia Orgiana si appropria di un’antica leggenda del luogo che narra di un amore contrastato, forgiando figure umane all’interno di anfore sepolte, che vanno a costituire un immaginario e misterioso sito archeologico; un secondo progetto dell’artista è stato realizzato partendo dal calco ai visi di abitanti e lavoratori della Cava Gola della Rossa. Il tema dell’alchimia è alla base dell’installazione di Cuoghi e Corsello, dove sagome di maghi prendono forma sulle mura delle antiche “copertelle” del borgo, in una sorta di danza corale che sottolinea il dialogo tra il luogo e una visione spirituale della natura. Il progetto dell’artista napoletano Maurizio Elettrico, sulla falsariga dell’epopea del “The New Empire” gioca una contrapposizione tra il mondo minerale inorganico e tecnico della civiltà umana e la vitalità caotica prorompente della natura, entrambe coinvolte in un processo di reciproca metamorfosi. L’opera di Paolo Grassino, che sorge nei giardini del borgo, esplora in chiave ironica l’universo naturalistico in cui il mondo reale e quello fiabesco, rappresentato dal suo “bestiario”, si fondono armonicamente. L’installazione “Una notte in bianco” di Sabrina Sabato, infine, analizza il tema della metamomorfosi attraverso l’esperienza del sonno-sogno, attinge all’universo di simboli infantili e di ritualità popolari.
Metamorphosis è un progetto espositivo a cura di Mimmo Di Marzio prodotto dal Gruppo Gola della Rossa, Serra San Quirico e organizzata dalla Galleria Novato Arte Contemporanea.
Il Gruppo Gola Della Rossa da sempre cerca di valorizzare, attraverso le proprie opere ed iniziative, il territorio a cui appartiene: una regione ricca di testimonianze storiche e culturali, spesso poco conosciute. Dal 2006 il calendario ufficiale del Gruppo propone la divulgazione e la scoperta di musei nascosti della provincia: la Cartoteca Storica delle Marche di Serra San Quirico, il Museo Internazionale dell'Etichetta di Cupramontana e il Museo Tattile Omero di Ancona. Il Gruppo inoltre ha realizzato la mostra “Cuore di Pietra”, Mole Vanvitelliana Ancona nel 2006, e sostiene progetti a scopo sociale.
METAMORPHOSIS
dieci artisti nel borgo delle leggende
A cura di Mimmo Di Marzio
Serra San Quirico (AN)
18 maggio - 31 agosto 2008
Orari: 16,30 – 20.00 da martedi a domenica
Ingresso libero
Inaugurazione: sabato 17 maggio ore 17.30 - Centro storico del paese
Con il Patrocinio della Regione Marche, Comune di Serra San Quirico e Parco Gola della Rossa.
Prodotta dal Gruppo Gola della Rossa www.cavagroup.com
Organizzata da:
Galleria Novato Arte Contemporanea
Via S.Francesco d’Assisi 9 – 61032 Fano (PU)
Tel. 0721.820661 - rossella.izzo@novato.it
Coordinamento: Nicoletta Castellaneta
INFO AL PUBBLICO: Galleria Novato Arte Contemporanea - Tel. 0721.820661/ +39.347.7850591
Come da arrivare in auto: Autostrada A14 uscita Ancona Nord. Prendere SS76 per Fabriano Jesi. Uscita Serra San Quirico proseguire seguendo le indicazioni per il paese centro.
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Mimmo Di Marzio
“O dei, se vostre sono queste metamorfosi,
ispirate il mio disegno, così che il canto dalle origini
del mondo si snodi ininterrotto sino ai miei giorni”
(Ovidio)
L’artista è, per definizione, artefice di metamorfosi. È colui che, attraverso la propria opera, esplora le molteplici forme del divenire della natura e riesce a pervenire, per strade diverse, agli "archetipi delle cose", all'immutabile nel perenne mutare. Nell’accezione steineriana, egli incarna la nobile vocazione a tras-formare la materia, "vedendo attraverso" le sue forme e carpendone i contenuti più intimi e universali. Per questa ragione l’arte ha sempre avuto forti legami col Mito, anch’esso antico strumento rivelatorio dei misteri dell’esistenza e documento pragmatico di fede primitiva, di saggezza morale. Il progetto artistico realizzato per Serra San Quirico intende rappresentare, attraverso il mito della metamorfosi, una sintesi della duplice identità dell’opera d’arte come trasformazione della materia e come metafora di un disvelamento. Il titolo “Metamorphosis” è preso in prestito dall’opera più importante di Ovidio, poeta latino che in quindici libri di esametri, diede vita al “poema delle trasformazioni“ per eccellenza, summa che racchiude 250 miti legati tra loro dal tema della mutazione. Nell’opera ovidiana, il messaggio allegorico si manifesta attraverso la concezione di una natura animata, fatta di miti divenuti materia vivente, partecipe di un tutto che si trasforma: una natura intesa come archivio fremente di storie trascorse, ove è possibile avvertire la presenza di una creatura mitica in un albero, in una fonte, in un sasso. Qui il “mythos“, che è “racconto“ nell’accezione omerica, oltre ad umanizzarsi si fonde con la “fabula” che, come affermava Levi-Strauss, è “un mito in miniatura“, poiché contiene “in scala ridotta” lo stesso meta-linguaggio e le stesse contrapposizioni interne di carattere cosmologico, naturale e metafisico.
Proprio come il mito, la fiaba è un tentativo di spiegare e di dare un ordine alla realtà naturale, ovvero “l’illusione di comprendere l’universo“. Nei loro progetti per Serra San Quirico, dieci artisti hanno interpretato il mito della metamorfosi in un luogo dalla forte identità storica e naturalistica, da cui si origina una tradizione popolare spesso legata al tema della trasfigurazione Uomo-Natura. Moltissimi racconti mitici ruotano attorno al tema della Natura, affrontando il rapporto e la contrapposizione tra ciò che è prodotto dall’uomo e ciò che invece sfugge al suo controllo. In altri racconti troviamo esseri umani in opposizione agli spiriti, l’autorità terrena a quella sacra, la luce alle tenebre, la veglia al sogno.
Serra San Quirico è un antico borgo medievale immerso nella natura selvaggia dell’appennino marchigiano. La sua storia, che trae origine dai primi insediamenti etruschi, si fonde con l’energia paesaggistica del parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, un luogo di forte intensità naturalistica (la sua fauna conta centinaia di specie ormai rare come l’aquila reale, l’astore, il lanario, il falco pellegrino e il lupo), ma densi anche di storie e leggende che fondono la tradizione pastorale a quella religiosa e spirituale.
Alcune di queste leggende, rimaste impresse nella cultura popolare, sono intrise di allegorie legate al tema della metamorfosi e dell’incantesimo. Tra queste “La Grotta della capra”, che racconta di due giovani innamorati che, osteggiati dalle famiglie, fuggirono sul Monte della Valle per restare a vivere nei boschi. Una sera d'inverno, la giovane, recatasi all'interno della Grotta, svenne e per uno strano sortilegio, si trasformò in una capra, a voce bassa disse al giovane che una forza diabolica l'aveva ridotta in quello stato e da quel momento fuggì scomparendo per sempre nella grotta. Il giovane, disperato, cercò la propria amata per tre giorni e per tre notti fino a che, al culmine del dolore, bruciò la selva e, tornato alla grotta, cominciò a sbattere il capo contro la pietra fino a quando, all’improvviso, fu colpito anch’egli da un sortilegio: cambiò colore e si trasformò in un masso disposto a guardia della grotta.
Secondo la leggenda, la stessa Gola della Rossa fu creata da un sortilegio, quello del pastorello Floriano che sfidò il diavolo nella corsa da Fabriano a Jesi. In vantaggio sul demonio, Floriano correva costellando il percorso di segni della croce, che il suo avversario era costretto ad aggirare. Ma il prodigio lo compì allorché, ormai al cospetto dell'alto Monte Murano, con un ultimo segno di croce lo divise dal Revellone, formando la Gola.
Gli artisti di Metamorphosis hanno liberamente affrontato il mito interpretandolo con differenti linguaggi – dall’installazione alla pittura al video- all’interno e all’esterno degli spazi pubblici del borgo. L’obbiettivo risiede nel potere dell’immagine come forma di conoscenza autonoma in grado di penetrare l’intima essenza delle cose, in questo caso di luoghi abitati e vissuti.
Le opere di pittura e scultura, installazioni e video sono state realizzate in una dimensione che comprende visioni del passato e del futuro nel segno di un’identità collettiva. In alcuni casi (Maurizio Elettrico, Cuoghi-Corsello, Katia Orgiana, Vanni Cuoghi) il tema è stato sviluppato nella sua accezione più mitologica e animistica, seguendo la tradizione popolare che vede nell’incantesimo un simbolo di salvezza spirituale e di rinnovamento morale. In altri casi (Carlo Steiner, Tamara Ferioli, Alex Pinna) l’elemento narrativo e fiabesco prende il sopravvento come interpretazione di un sentire collettivo. In altri ancora (Flatform, Paolo Grassino, Sabrina Sabato), la natura ed il paesaggio diventano metafore della creazione e della vita dell’uomo tra eros, pathos e thanatos. Già nell'antichità, del resto, i rituali pubblici legati alla Natura venivano fissati in opere di pittura o di scultura (spesso sulle pareti di templi o case) oppure su vasi, sigilli, tazze, cofani, scudi, tappezzerie, acquistando nel tempo lo status di Miti.
Alcuni progetti di Metamorphosis hanno visto la partecipazione diretta della popolazione di Serra San Quirico all’interno di un percorso border line tra quotidianità e mito, tra realtà e sogno. Gli abitanti e i lavoratori del borgo hanno prestato le proprie identità, i propri volti e i propri racconti a progetti che vedevano strettamente legati al loro immaginario collettivo e alla loro tradizione popolare. Sotto questo aspetto, Metamorphosis è un progetto che ha la duplice di valenza di public art in senso stretto - ovvero come forma comunicativa, specchio della molteplicità delle relazioni collettive, strumento di incentivazione e mediazione della genesi di aggregazione comunitaria che di quel luogo deve preservare la specificità, la storia, la memoria - e di arte site-specific intesa come dialogo tra le opere e l’anima del luogo.
I luoghi, infatti, hanno un’anima e il compito (dell’artista) è di scoprirla. Non è un caso che nel passato le potenze apparissero in luoghi specifici: sotto un albero, presso una sorgente, un pozzo, su una montagna, in un pianoro, all’ingresso della tana di un serpente. Gli uomini circondavano il luogo di pietre: per proteggere la sua interiorità. Nascevano i templi; consacrati a queste divinità: gli Àuguri, ritualizzando il Genius loci, fondavano le città. Oggi, come ben rileva James Hillman, il funzionalismo razionalistico cela l’interiorità dei luoghi: “Vediamo ciò che appare, le facciate dei palazzi, il manto urbano, i campi pianificati a giardino o monocoltura, ma dimentichiamo che là sotto c’è una topografia dinamica, interiore, fatta di sentimenti e memorie, figure e forze, fantasie e pensieri”.
Gli artisti hanno realizzato i loro progetti in alcuni spazi pubblici del borgo, sia interni che esterni utilizzando tutti i linguaggi artistici, dalla pittura alla scultura, all’installazione al video. Le opere sono inedite e realizzate direttamente sul luogo, creano così una sorta di percorso interattivo che raccoglie frammenti di luoghi e coagula la visione dell’artista con l’esperienza degli spettatori. In questo modo l’arte racconta come la realtà continui a mutare e a spostare i suoi confini disegnando una mappa virtuale di memorie collettive e identità locali.