Il Centro Storico

ex Chiesa di Santa Maria del Mercato

Serra San Quirico: Una sentinella che domina l'alta Vallesina

Il viaggiatore che proviene dalla direzione di Roma, dopo l'ultima galleria della superstrada 76, scopre improvvisamente il vecchio borgo medievale di Serra San Quirico, in alto sulla collina di sinistra. In basso scorre tranquillo il fiume Esino che ha tagliato nei millenni la calcarea Gola della Rossa.

Anche il viaggiatore che proviene dal mare ed è diretto verso Roma, prima di addentrarsi nelle gal-
lerie, scopre improvvisamente il paese arroccato in alto sulla destra, protetto dalle prime colline dell'Appennino marchigiano ed in particolare dal Monte Murano e con le pinète che gli fanno da fondale.


Il CENTRO STORICO è tra i più belli delle Marche, meta ideale per godere di riposo e tranquillità, dove si possono ammirare opere d'arte, monumenti, fare salutari escursioni e passeggiate tra la bellezza della natura, godere il gusto della buona cucina tradizionale marchigiana da scoprire nei vari ristoranti.

Uscendo dalla superstrada statale 76, Serra San Quirico si raggiunge salendo 3 chilometri di strada tutta curve. Il paese è ancora oggi completamente cinto da possenti mura dominate dalla trecentesca Torre del Cassero; è come un palcoscenico raccolto attorno alla graziosa fontana cinquecentesca della piazza principale che è il "salotto" del paese.

All'interno: ripidi saliscendi, lastricati di pietra arenaria, viuzze, archi, scorci suggestivi.

Lo sforzo di storici e ricercatori per datare la nascita di Serra San Quirico, non è mai stato coronato da successo, sia perché la data è estremamente remota, sia perché non esiste documentazione certa ed attendibile. Per questo ci si è sempre affidati a racconti leggendari che attribuiscono la fondazione del centro urbano al console romano Marco Attilio
Serrano, centro probabilmente eretto come fortificazione a controllo dei traffici dell'Adriatico verso Roma e viceversa. Risale al 1265 l'erezione a libero Comune, nel 1444 resistette ma poi capitolò all'assedio di Francesco Sforza. Conobbe particolare sviluppo durante il Medioevo.

È ancora ammirabile l'originaria struttura architettonica primitiva non completamente intaccata dall'erosione del tempo. La fortificazione risale alla seconda metà del 1300 e rimane ancora oggi quasi intatta. Sopra le mura di cinta: le "COPERTELLE": strade coperte, sovrastate a loro volta dalle abitazioni. Ne risultò un complesso poderoso, inespugnabile, dominante la valle dall'alto e comunicante all'interno con passaggi segreti, con dodici torrette disposte lungo le mura castellane.

Il turista che intende passare qualche ora a visitare Serra San Quirico può tranquillamente parcheggiare l'autovettura proprio all'ingresso del paese nei pressi della ex Chiesa di Santa Maria del Mercato.

Il visitatore che arriva affaticato già si può ritemprare sostando nel vicino Parco del Monumento ai Caduti e successivamente assaggiare l'acqua di sorgente di Fonte Nova o Fonte Corona, situate sempre nelle immediate vicinanze. Dalle fonti già si può godere il panorama d'insieme del paese visto dal lato ovest.

La visita inizia con l'esterno della ex CHIESA DI SANTA MARIA DEL MERCATO (1289) – oggi Teatro Comunale - il campanile è tra i migliori esempi di arte romanica della zona.

Proseguendo per Via Leopardi, notate le stuccature cinquecentesche del Palazzo Zampetti, ci si può addentrare per via Ricci, che presenta diversi pregevoli portali e Palazzo Manfredi. Da via Leopardi, si giunge in Piazza della Libertà - il centro
- con la torre comunale del XIII secolo in gran parte demolita, la fontana cinquecentesca, la Loggia Manin con la vista della vallata e dei paesi vicini. Bello lo scenario d'insieme offerto dalla piazza, ben raccolta tra vari palazzi. Il Palazzo Municipale, che risale al sec. XV, con il cortile interno tipo chiostrino, anche sede dell'Archivio Storico, ricco di documenti tanto numerosi quanto antichi, in particolare statuti comunali e pergame
 
 
Ritornando verso il centro del paese, scendendo nel versante ovest, si apre un bivio: a sinistra si calpesta un acciottolato che si presenta ancora allo stato originario, a destra si transita per le "COPERTELLE", strade coperte ricavate sopra le mura di cinta del paese e sovrastate ancora dalle abitazioni. Rappresentano un tangibile ed originale esempio di cura tutta particolare nell'arte della fortificazione al fine di proteggere il paese da attacchi esterni, potendo allo stesso tempo sfruttare l'invidiabile elevata posizione rispetto agli assalitori e la possibilità di veloci spostamenti interni, favoriti anche da camminamenti sotterranei convergenti. A questi erano associate ampie cisterne sotterranee per immagazzinare acqua e grano necessari in caso di assalti. In tempo di pace, le Copertelle rappresentavano la sede delle attività artigianali delle varie corporazioni. Dopo una breve interruzione della strada principale d'ingresso al paese, che ne tronca una parte, le Copertelle costeggiano tutta la zona ovest ed arrivano fino al Colle, dove si trova la punta di prora delle mura di fortificazione che danno al paese la forma di nave.


Prima di imboccare l'ultimo tratto di Copertelle si incontra PORTA PESA, una delle porte di accesso al paese.
 
Complesso Santa Lucia
Il coro è lavorato in radica di noce di bella ed intelligente fattura, specialmente gli specchi degli scranni superiori intarsiati a disegno e disposti in bella armonia; nel coro si ammira anche un bel cantorino ligneo.

Il coro è lavorato in radica di noce di bella ed intelligente fattura, specialmente gli specchi degli scranni superiori intarsiati a disegno e disposti in bella armonia; nel coro si ammira anche un bel cantorino ligneo.

Sono ancora da ammirare gli intarsi policromi dei paliotti dei sei altari laterali in scagliola.

Un monumentale chiostro collega la chiesa di Santa Lucia all'omonimo Monastero silvestrino, passato nel secolo scorso in proprietà dello stato, oggi in fase di restauro. Sia l'esterno che l'interno della struttura testimoniano l'imponenza della costruzione e di riflesso l'incidenza dei Padri Silvestrini per Serra San Quirico lungo i secoli. Attraversando corridoi e stanze, che sembrano non aver fine, ci si immerge quasi nella visione dei monaci che studiavano, pregavano, lavoravano... Al primo piano di questo edificio, i lavori di restauro hanno portato alla luce delle lunette affrescate, recentemente restaurate.

Risalendo ancora per la scalinata, ci si può addentrare in via Cassero, con vari edifici da segnalare soprattutto per i loro portali. Ritornando sui propri passi, in cima alla scalinata, dopo la piazzetta e la Casa di Riposo, ex Monastero delle Clarisse, si arriva alla trecentesca TORRE DEL CASSERO con la sottostante Casa del Capitano del popolo (oggi casa privata). La torre, notevolmente abbassata per motivi di stabilità in questo secolo, era il baluardo del paese e per questo scopo venne munita di tutto l'occorrente per la resistenza nei confronti di attacchi esterni; era un punto di vedetta e di segnalazioni per dominare la Vallesina.

Nelle adiacenze inizia la bella pineta, percorribile con una comoda strada o mediante sentieri interni.


Da qui si può risalire per la ripida via Cavour; girando sulla sinistra ci si immette in Corso del Popolo. La via è costeggiata sulla sinistra da Palazzo Martorana (sec. XVII); sullo stesso lato si raggiunge la CHIESA DI SAN QUIRICO, dedicata ai Santi Quirico e Giulitta (martiri di Tarso), fondata nei primissimi anni dopo il mille da San Romualdo. Più volte ristrutturata, e completamente rifatta a seguito del disastroso terremoto del 1744.

Da ammirare: nel secondo altare di sinistra la Madonna del Rosario, bassorilievo in terracotta policroma del '500 attribuito a Pier Paolo Gapiti. Il bassorilievo raffigura la Vergine col Bambino in braccio ed ai lati San Domenico e San Quirico che sorreggono i lembi del manto e mettono in evidenza un duplice gruppo di oranti, quello maschile guidato da San Francesco e quello femminile guidato da Santa Chiara. 1 quindici quadretti che contornano il bassorilievo e raffiguranti i misteri del Rosario sono disposti in modo illogico e presentano diversità di stile e di decorazioni. Nell'altare di fronte un monumentale tabernacolo ligneo dorato, proveniente dalla Chiesa di San Francesco. Nell'abside una tela con raffigurati i santi martiri Quirico e Giulitta, la Beata Alessandra Sabini e San Silvestro, tela attribuita al pittore Pasqualino Rossi.

Sempre nell'abside è custodita la reliquia della SACRA SPINA. Risulta problematica la dimostrazione razionale della sua autenticità, ma per lunghissima, unanime tradizione popolare viene riconosciuta come una delle spine che componeva la corona di Cristo. Questa reliquia fu venerata con grande solennità il 3 ottobre 1539 da Papa Paolo III Farnese che sostò a Serra San Quirico con un nutrito seguito di cardinali ed ambasciatori stranieri. La reliquia della Sacra Spina viene tradizionalmente venerata nei venerdi di marzo, in particolare il terzo, ed ancora il venerdì santo. La Spina si presenta con la punta mozza e macchiata di sangue.

La Chiesa di San Quirico ha il titolo di Pieve, titolo che