I Dintorni

Santa Maria delle Stelle

La chiesa sorge al confine tra i comuni di Serra San Quirico e Mergo, sopra un incantevole colle, che dalla chiesa prende il nome e dal quale domina il panorama delle due vallate del Misa e dell' Esino, a perdita d'occhio tra l'Appennino e il mare. II disegno è a croce latina, fu costruita dai Monaci Ospitalieri quale rifugio di fortune per i viandanti ed i pellegrini, sulle rovine di un antico tempio pagano, dedicato sembra alla dea Bona. Le due pietre che formano gli altari laterali debbono ritenersi are gia usate dai pagani per i loro sacrifici.
Altre tracce di costruzioni anteriori all'epoca della chiesa attuale sarebbero state trovate quando fu tracciata la strada di collegamento tra Serra e Mergo. Nel sec.XII gli Ospitalieri cedettero la chiesa e l'annesso convento ai Monaci Camaldolesi dell'abbazia di Sant'Elena.
Fu ristrutturata piu volte e specialmente nel 1741 e nel 1837.

 
Abbazia S Elena

Abbazia di Sant'Elena

La fondazione dell'abbazia, attribuita a San Romualdo, risale agli anni tra il 1009 e il 1010. Come tutte le abbazie benedettine, è stata inizialmente autonoma rispetto alle altre chiese; la regola benedettina non prevedeva la congregazione di abbazie. Non se ne conoscono i motivi e le circostanze ma nel 1180 fu aggregate alla Congregazione Camaldolese fino alla fine del 1400. L'attuale struttura architettonica si presenta in stile romanico-gotico; è a pianta basilicale con tre navate, costruita con solidissima tecnica in blocchetti di pietra arenaria irregolare. Il portale è a tre archivolti su due pilastrini centrali e due semicolonnine
esterne, le arcate a tutto sesto sono l'una differente dall'altra; al centro dell'architrave:
una croce di tipo greco fiancheggiata da due animali stilizzati e fantastici.
L'interno è vasto ed imponente, è diviso da sei pilastri in tre navate, i pilastri sono a sezione cruciforme ed hanno incastrate semicolonne ad altezza crescente che, sfruttando i principi della prospettiva, danno l'impressione a chi entra di una chiesa piu spaziosa, da qui l'idea della "chiesa sale". Di notevole interesse: i capitelli di stile romanico che costituiscono l'elemento vitale dell'edificio con le varie e rare decorazioni a figure umane, animali e geometriche. II presbiterio è sopraelevato alla cripta, articolato in tre campate
corrispondenti alle tre navate e animato dalla grande abside semicircolare, navate e presbiterio sono coperti con volte a crociera. Dell'antico monastero sul lato destro della chiesa, con al centro il chiostro, è rimasto solo il lato di ponente.
Gli elementi più caratteristici e antichi (sec.XI e XII) sono: la torre di difesa nello
spigolo sud-ovest ed il magazzino a volta a botte, probabilmente ad uso cantina.
Gli ambienti dei due piani superiori, restaurati di recente, sono adibiti ad abitazione dei proprietari. Insieme a Fonte Avellana e Valdicastro, l'Abbazia di Sant'Elena testimonia una significativa presenza di insediamenti dei Monaci Benedettini Camaldolesi.
 

Ville di Sasso

Per chi e buongustaio di centri storici è da indicare Ville di Sasso, un piccolissimo borgo a mezzo chilometro di distanza dalla frazione che si mostra nella sua originaria costruzione
villica secentesca: una meridiana originale ne è il fiore all'occhiello Rotorscio.
È l'antico castello medievale di Rodossa (dei conti di Rovellone), spodestato nel sec.XIV dal cardinale Albornoz e passato, con alterne vicende, agli Stelluti-Scala.
Di esso resta qualche traccia dei fortilizi ed uno stabile cinquccentesco recentemente restaurato. La posizione e eccellente: sia come forte militare (ieri), sia come punto panoramico (oggi). La giurisdizione del castello e del territorio circostante è stata per secoli di libero comune, politicamente legato prima a Jesi poi a Fabriano; solo agli inizi dell'800 è divenuto parte del comune di Serra San Quirico. La popolazione per lo più abita oggi nel vicino centro di Castellaro.

 
Foto del Domo

Domo

È un vero e proprio castello antico, cinto di mura, con due porte, varie strade interne anguste all'uso antico, una piazza regolare su cui si affaccia la chiesetta ottocentesca della Madonna del Rosario. Maggiore importanza storica e artistica è da attribuire alla CHIESA DI SAN PATERNIANO V. che risale nella struttura attuale al 1473, pur avendo riportato successivamente ulteriori trasformazioni. Da ammirare in essa il portale rinascimentale, un trittico su tavola, raffigurante la Madonna di Loreto, San Paterniano e Santa Lucia, eseguito
alla fine del sec.XV e attribuito ad un vago "maestro di Domo" di probabile origine fabrianese, e numerosi affreschi votivi dei sec. XV-XVI, che adornano la parete absidale e i due lati dell'unica navata coperta a capriate. Davanti alla chiesa si apre una piazza più vasta, originariamente di dimensioni minori, frutto dello abbattimento di diversi caseggiati fatiscenti agli inizi degli anni '70.